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| Voto Usa, Hillary vince in Indiana
Hillary Clinton ha vinto le primarie in Indiana, dove erano in palio 72 delegati. L'ex first lady ha staccato di pochissimo il rivale Barack Obama. Quest'ultimo ha vinto il North Carolina, l'altro stato dove i democratici erano chiamati a scegliere tra i due aspiranti alla nomination e dovesi assegnavano 115 delegati per la convention di fine agosto a Denver. Con la vittoria di uno stato a testa la sfida andrà avanti fino all'ultimo voto, il 3 giugno le ultime primarie in Montana e South Dakota. Il rischio di fare il gioco del repubblicano John McCain è ormai destinato a diventare certezza. Il senatore dell'Arizona da ormai due mesi ha conquistato la nomination del Gop e può concentrarsi solo sulla sfida effettiva del 4 novembre assistendo al gioco al massacro tra i suoi aspiranti rivali. Come nelle precedenti primarie l'affluenza anche stavolta è stata record. Gli elettori hanno votato con un occhio al portafoglio: l'economia è risultata in testa alle loro preoccupazioni. Il partito è uscito dal voto più diviso che mai: in novembre una larga maggioranza dei sostenitori dell'uno o dell'altra potrebbero votare per il repubblicano John McCain o stare a casa se il loro candidato non dovesse conquistare la nomination: questo almeno secondo gli exit polls. Per Obama era l'ultima chance, l'ultima in cinque mesi, di chiudere finalmente la partita. "Ci mancano duecento delegati e abbiamo la nomination, il partito non è diviso e verrà compatto dietro di me", ha detto il candidato parlando a Raleigh da vincitore, alle spalle una platea di donne bianche di mezza età, 'The Rising' di Bruce Springsteen di sottofondo. A Indianapolis il pubblico che aspettava la Clinton lo ha fischiato ma lei, salendo sul podio quando solo la Cbs la dava vincitrice e le altre chiamavano la corsa ancora un testa a testa, ha fatto un appello all'unità: "Chiunque vinca saremo uniti, lavorerò per il candidato del partito perché dobbiamo vincere in novembre. Lui farà lo stesso". A Obama sarebbe servita una doppietta che non è andata in porto per mandare fuori pista la Clinton. Una vittoria in entrambi gli stati, e molti consiglieri di Hillary sarebbero stati pronti a spingerla al ritiro. Ma il panorama e' stato piu' nebuloso, il risultato ha prolungato la gara alzando le chance di una battaglia all'ultimo sangue (e all'ultimo super-delegato) alla Convention di agosto a Denver, uno scenario che secondo molti avvantaggerebbe la 'macchina Clinton'. Per vincere servono 2.025 delegati: né Hillary né Obama hanno ormai la possibilità di ottenerli dagli elettori. La corsa democratica sulla carta è aperta fino a giugno: devono ancora votare sei stati per un totale di 187 delegati da assegnare con la proporzionale: Nebraska e West Virginia martedì prossimo, Kentucky e Oregon il 20 maggio, Portorico il primo giugno e Montana e South Dakota il 3 giugno.
Fonte: TGCOM.IT |
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